Da soli si va veloci, insieme si va lontano. Ovvero di come a volte le parole dividono e le azioni uniscono. E’ Critical Mass. A Roma, ieri sera.

cm romana 30 3 12

Oltre seicento ciclisti urbani e critici hanno  smesso di pedalare da poche ore dopo aver reso possibile la consueta massa critica di biciclette che ogni tanto invadono la capitale. Ieri pomeriggio sera, venerdì, accanto alla bici di Eva al palo 27, si sono formati i primi capannelli spontanei. Meraviglia delle meraviglie la prima critical mass di primavera era fioritissima e iper nutrita come spesso daltronde nelle bellissime giornate romane come questa.

Magico stupore ancora, nessun incidente, nonostante il percorso lungo che la massa ha affrontato. Tutti avevano una gran voglia di pedalare e nessuna voglia di smettere di girare roma in lungo e in largo. Ci son volute le nove e mezza ed oltre affinchè, come sempre e allegramente, la massa si disperdesse verso mete più o meno comuni a piccoli sciami.

Una grande gioia, visi che rivedi sorridenti dopo molto tempo; alcuni dopo un mese; altri il giorno successivo. Ma li, magicamente con la stessa voglia di partecipare a quel raduno spontaneo. Accordati tacitamente sullo stesso desiderio di sentirsi uno con tutti gli altri. Un organismo nuovo ad ogni incontro. Che si sposta in massa e compatto portando avanti la voce di un essere diversi, di voler essere diversi e rivendicarlo attraverso la riappropriazione di ciò che è anche nostro, le strade. Strade che sono sempre più prepotentemente dominio dei mezzi pesanti e a volte, troppo spesso,  assassine inconsapevoli.

C’è un gran desiderio ovunque e in tutti noi, soprattutto in quelli che si radunano, di pensare e voler vivere un mondo diverso da ciò che viviamo giornalmente.

cm romana 30 3 12

Abbiamo la capacità di sognare e vedere città a misura di bicicletta da oltre venti anni. Venti anni! Mentre qualcuno spianava i campi della politica disseminando le proprie macropedine in una sorta di risiko italiano, qualcuno, a San Francisco, aveva già capito qual’era il mezzo del futuro. Perlomeno ne sentivano l’ebbrezza sopra la sella quando a piccoli gruppi, tra le quaranta e le novanta persone durante i primi due incontri,  si radunavano in bici per percorrere le vie della quarta città più grande della California.

Il sogno era quello di oggi. Il sogno era quello di sovvertire, attraverso l’uso della bicicletta, il sistema traffico. Sovvertire significa mettere sottosopra. Ribaltare teoricamente e praticamente un sistema fallace ed instaurarne uno efficace. Ribaltare la mentalità e l’approccio verso la mobilità da insostenibile a sostenibile attraverso un processo culturale consapevole. Passare da -pochi ricchi che si muovono veloci- a -tutti col diritto di muoversi in sicurezza e coi propri mezzi-.

Questo è il messaggio forte e sovversivo che si conduce inforcando la bici e partecipando al favoloso gioco della massa critica.

La rivoluzione in bicicletta, la Velorution, è qui che nasce, a San Francisco alle sei del pomeriggio del 25 settembre del 1992 in seno al desiderio di quarantotto ciclisti. Bello vero?

Bello perchè oggi nel mondo sono milioni i ciclisti urbani e critici che fanno massa in bici a cadenze spontanee in moltissime città del mondo in quasi tutti gli stati del pianeta.

A voler riecheggiare guel grido di cambiamento di cui abbisognano tutti gli esseri viventi di questo pianeta. Oggi come vent’anni fa.

Dunque niente di nuovo, aimè, a  parte i sogni e il numero della massa, delle masse, che non è poca cosa.

C’erano moltissime persone oggi. Tante tra queste, forse, non hanno mai sentito parlare di Chris Carlsson e forse è la prima critical mass a cui partecipano. V’erano pure quelli che invece hanno traslato l’esperienza di SF in massa critica romana. Quelli che in oltre dieci anni zitti zitti hanno fatto la loro vita, spesso faticosa, ma che non hanno mai smesso un attimo di anteporre i sogni sui beni comuni agli interessi legati all’egoismo e all’individualismo. Questi ultimi e quelli che vivono attivamente il mondo del ciclismo urbano e quotidiano sono spesso e giustamente diffidenti verso le forze partitiche, movimenti strani ed ambigui, che poi si rivelano, per la più gran parte delle volte, soggetti a voler strumentalizzare l’affascinante massa critica.

cm romana 30 3 12

Come se fosse possibile. D’altra parte è tutto vero. Io stesso che ho conosciuto la massa  a piramide nel 2007 da allora ne ho viste di tutti i colori tentare goffamente o con più eleganza (non cambia la sostanza bieca dell’intenzione egoista) di mettere un cappello o una bandiera sulla critical mass pensando di sfruttarla o peggio manipolarla.

La prudenza e la saggezza dei “vecchi” (dentro) e il fervore e l’entusiasmo oculato della massa verso chi tra inchini e salamelecchi cerca di autopromuoversi per fini non comuni e non della massa stessa hanno sempre salvaguardato l’integrità e la purezza della CM.

Bene io credo che questa logica protettiva sia sacrosanta, altresì sono fermamente convinto che l’attitudine negativa a strumentalizzare e  manipolare sia propria delle persone, dei singoli e delle singole, che con il loro operare rivelano la loro vera natura.

Inevitabile alla CM di ieri la presenza di tante persone che promuovevano o cercavano informazioni riguardo la campagna salvaiciclisti.  Sono nate speculazioni filosofiche, alcune molto intelligenti secondo me altre un po’ meno ma tutto sommato ognuno portava la propria idea e il proprio contributo costruttivo.

Molte delle polemiche sono derivate da un articolo apparso sulla repubblica che ancora non ho letto e che non so se lo farò mai. Altre dall’adesione di persone come il sindaco di Roma. Altre ancora sull’inutilità di salvaiciclisti.

Personalmente rifiuto l’idea che un articolo di un giornale qualunque possa modificare così fortemente la scelta di adesione alla campagna salvaiciclisti o meno e, in linea di principio, che possa influenzare radicalmente una determinata scelta in generale.

Più plausibile è invece la forte perplessità che l’adesione di facciata del sindaco di Roma alla campagna del Times (!!!), o, ancora peggio la partecipazione di una persona esponente del pd alla bicifestazione del prossimo 28 aprile a Roma, possa nuocere alla campagna stessa qualora avesse l’intenzione (assai probabile conoscendoli) di metterci il famoso cappello attraverso bandiere, comunicati pre elettorali, bramosie per il megafono di piazza etc etc. (lo dimostrano questi anni di gestione in cui non è stato fatto nulla per incentivare la mobilità sostenibile e ancora meno, se non tutto il contrario, per disincentivare il traffico a motore).

Certamente dico io! Certamente sarebbe nocivo e questo credo che non lo vuole proprio nessuno. Altra cosa secondo me è che a un certo punto pier luigi bersani prenda la sua bicicletta e quel giorno raggiunga la folla e voglia far parte di essa in mezzo ai tanti. Certo non glielo possiamo impedire.

cm romana 30 3 12

Nei giorni passati, ho letto più di un blogger della campagna salvaiciclisti rimarcare l’importanza di non strumentalizzare la campagna stessa. Invito e accusa mossa più volte verso i soliti personaggi che non si capisce per quale misteriosa e malcelata invidia aggrediscono l’operato di salvaiciclisti pretendendo di fare proprie le battaglie comuni. Vedi il caso bonafaccia di bronzo.
Dunque dei blogger molto pignoli e precisi, attenti al meschino gioco dell’autopromozione (prima gli affari miei e poi quelli degli altri) e del subdolo tentativo di strumentalizzazione.
Io stesso ho bacchettato una persona che stimo qui dove vivo, nel XIII° Municipio, presidente di un associazione di ciclisti che prima aderisce a salvaiciclisti e poi, non si capiva perchè, ci accusa di essere degli scimmiottatori della campagna londinese.

Qui nessuno inventa niente di nuovo, se non nuovi modi di recuperare e aggregare forze operanti per il bene comune.
Se stabiliamo negli intenti e nell’ordine cronologico storico i valori fondanti del cambiamento e dei suoi albori, la campagna salvaiciclisti oggi non potrebbe essere nulla se non fosse per le persone che sperimentano attivamente e senza troppe chiacchiere il ciclismo critico esclusivamente e quotidianamente da tanti anni, andando in bici e diffondendo la bici.

Si tratta di essere giusti, di avere rispetto per le tradizioni perchè sono le lotte e le vite delle persone che ci’hanno messo il loro sudore negli anni sfidando un intero sistema sul dorso di un quadrupede. In anni non sospetti. Avendo già sperimentato sulla propria pelle cosa significa darsi in pasto ai giochi del potere e vedere fagocitato un movimento nelle logiche stanche e pesanti di una “politica” indegna perpetrata negli anni. Attenzione quindi! Non sono solo moniti disfattisti, bensì potrebbero rivelarsi preziosi suggerimenti per non incappare negli stessi sporchi tranelli di sempre.

I giovani (dentro), quelli che colla gioia nel cuore e l’entusiasmo negli occhi scorazzano felici con le proprie bici per le vie di roma attraverso la massa critica potrebbero farsi un grande favore a studiarsela tutta questa storia bellissima, perchè ne vale la pena.  E non è detto che tra questi non ci sia anche qualcuno dei trentaquattro blogger fondatori/rilanciatori della campagna cities fit for cycling alias salvaiciclisti. Altresì sarebbe bello, è un mio personale auspicio, che le forze in campo, per le strade, quelle col know how dentro perchè vissuto dessero non solo fiducia ma anche contribuissero positivamente alla costruzione del nuovo.

Concludendo questo è quello che mi ha attraversato ieri, mille e oltre occhi che pedalano insieme beatamente senza chiedersi nulla in più di poterlo fare tutti i giorni in sicurezza, da vent’anni, da dieci, da ieri.

PS. tra poche ore a Castel Sant’Angelo si muove un palco a pedali… Sapevatelo! Buon fine settimana a tutt* 31 3 12




    Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo di WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

    Connessione a %s...


  • Cinguettii

  • #ciemmona 2014

    Eleven30 Maggio 2014
  • ipse

    Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. Igor Sikorsky
  • Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità. H.D.Thoreau

  • Noi lavoriamo nell'oscurità: facciamo quel che possiamo, diamo quello che abbiamo. Il dubbio è passione, e le nostre passioni sono il nostro compito; il resto è la pazzia dell'arte. H. James
  • E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto. G.Ungaretti
  • Così la vita sociale è fatta di categorie artificiali astratte che non corrispondono per nulla alla natura effettiva degli uomini ma finiscono per regolarne arbitrariamente i comportamenti e le azioni, condizionandone in ogni modo il destino. G. Antonucci
  • ‎Quando la giustizia si estingue e il male domina la terra, noi veniamo in essere, secolo dopo secolo, e prendiamo forma visibile, ci muoviamo, uomo tra gli uomini, per la difesa del bene, respingendo il male e reinstallando la virtù sul suo trono. Satyagraha, Philip Glass
  • Potrete ingannare tutti per un po', qualcuno per sempre. Non potrete ingannare tutti per sempre. Gandhi
  • La terapia somministrata dagli educatori, dagli psichiatri e dagli assistenti sociali non può che convergere verso i medesimi obiettivi dei pianificatori, dei manager e dei venditori, e divenire complementare ai servizi degli organi di sicurezza, delle forze armate e della polizia. I. Illich
  • syria

    FS

    FS


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: